Nuovi raid aerei Usa contro l'Iran, che ha annunciato attacchi di rappresaglia contro basi militari americane in Kuwait, Bahrein e Giordania e minacciato di colpire qualsiasi nave si avventuri nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi, che secondo l'esercito statunitense hanno preso di mira «strutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea in tutto il Paese», sono stati innescati dopo che il presidente americano Donald Trump ha accusato Teheran di ostacolare i negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente.
«Eravamo davvero vicini a raggiungere un accordo, ma continuano a prenderci in giro, ci stanno prendendo in giro», ha detto Trump ieri ai giornalisti. Anche il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha accusato l'Iran di «giocare al gatto e al topo» nei negoziati. «Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe, e siamo molto bravi in questo», ha minacciato il capo del Pentagono. Gli Stati Uniti e l'Iran si erano già scambiati attacchi nella notte tra martedì e mercoledì, nonostante un cessate il fuoco entrato in vigore l'8 aprile dopo oltre cinque settimane di bombardamenti. Nelle prime ore di oggi si sono udite esplosioni sull'isola di Qeshm, a Minab, Sirik e nel porto meridionale di Bandar Abbas, secondo quanto riportato dai media iraniani.










