Da qualche giorno è entrato ufficialmente in vigore il decreto Autvelox che definisce le nuove regole per l’omologazione degli apparecchi. Più di 800 dispositivi non omologati sono stati spenti. Le multe basate su rilevatori non conformi alla legge sono da ritenere illegittime. Ecco cosa cambia e quando si può fare ricorso.

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Domenica scorsa, è entrato ufficialmente in vigore il decreto Autvelox. Il provvedimento varato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, definisce le nuove regole per l'omologazione dei rilevatori, nel tentativo di mettere ordine a una materia finora confusa e che negli anni ha visto numerosi automobilisti presentare ricorso contro le multe per eccesso di velocità. Tra le novità principali lo spegnimento di più di 800 dispositivi non corrispondenti ai nuovi requisiti di omologazione. Le sanzioni che arriveranno da dispositivi approvati ma non omologati non potranno più essere considerate valide. Vediamo nel dettaglio che cosa cambia per chi guida.

Cosa prevede il decreto Autovelox Il provvedimento definisce "le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione del prototipo, della taratura e delle verifiche di funzionalità dei dispositivi", si legge. Gli obiettivi dunque, sono quelli di stabilire delle regole omogenee e mettere fine al caos sollevato dalla sentenza con cui la Corte di Cassazione aveva stabilito che le multe per eccesso di velocità partite da un autovelox non omologato fossero illegittime. La distinzione tra le due procedure, omologazione e approvazione, aveva aperto la strada a un'ondata di ricorsi da parte degli automobilisti. D'ora in avanti i rilevatori non potranno essere solamente approvati, ma dovranno superare un rigoroso processo di omologazione. Una volta certificati, questi autovelox potranno essere usati per sanzionare chi supera i limiti di velocità. Per il momento, gli 850 dispositivi non omologati presenti in tutta Italia sono stati disattivati immediatamente. Per tornare operativi dovranno essere sottoposti ai controlli previsti per legge. In caso contrario, resteranno spenti. Continuano invece a rimanere attivi, in quanto conformi alla normativa, circa 3.150 dispositivi.