Autovelox, si cambia. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture che entrerà in vigore dalla mezzanotte tra sabato 11 e domenica 12 luglio. Il testo chiarisce la disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi necessari per accertare le violazioni dei limiti di velocità. Arrivano quindi regole certe e omogenee su tutto il territorio nazionale, adatte a superare le criticità applicative emerse in passato e a rafforzare la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti.Autovelox, stop a 850 dispositivi Con le nuove norme in vigore da domani, i dispositivi attivi saranno circa 3.150, come precisa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Soltanto questi rientrano tra quelli corrispondenti ai requisiti per l’omologazione, risultando nell’elenco dell’allegato B del decreto. Gli altri 850 apparecchi dovranno essere omologati tramite la presentazione della documentazione integrativa prevista.

Il ministro Matteo Salvini esprime soddisfazione: «L’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità, ma senza trasformare il controllo in un pretesto per fare cassa a spese dei cittadini».Nuove regole: cosa cambia Il decreto stabilisce una disciplina uniforme per l’installazione e l’uso degli autovelox in tutto il Paese. L’obiettivo è porre fine all’uso eccessivo e poco trasparente degli apparecchi, garantendo invece la sicurezza stradale. Viene introdotto il requisito di omologazione ministeriale formale, superando le vecchie prassi di semplici approvazioni interne che causavano molti ricorsi.Sono ora obbligatori controlli di taratura annuale di ciascun apparecchio e verifiche di funzionalità, con tolleranze massime rigorose sulla velocità registrata.La mappa dei comuni I comuni dovranno mappare e segnalare chiaramente tutte le postazioni, rispettare le distanze minime per evitare frenate improvvise ed evitare che le postazioni siano nascoste o ingiustificate. La presenza degli autovelox dovrà essere motivata da reali dati sull’incidentalità della strada.Se queste regole tecniche non saranno rispettate, i verbali delle autorità locali saranno nulli e facilmente contestabili.Qui la lista completa dei dispositiviIl censimento «Quando sono arrivato al Ministero non c’era un censimento degli autovelox: l’Italia non sapeva quanti erano operativi e dove. Si ipotizzavano fra 10.000 e 12.000 apparecchi. Ora abbiamo messo criteri e c’è un censimento nazionale», aveva dichiarato Salvini. «I sindaci devono segnalare le postazioni: ci sono circa 4.000 apparecchi, e tutti dovranno essere omologati e autorizzati. Gli autovelox utili alla sicurezza resteranno, mentre quelli irregolari non saranno più attivi».