ROMA – Romolo, Salvatore, i tuffi nel Tevere dalla piattaforma del “Ciriola", la voce di Claudio Villa che intona Buongiorno tristezza. Sembra passato un secolo da quelle immagini in bianco e nero – e da quel mondo, da quella Roma – eppure Poveri ma belli, Dino Risi, 1957, resta ancora oggi una delle commedie più deliziose dell’epoca. Ne sa qualcosa Marisa Allasio, che oggi compie 90 anni e che con quel film, nel ruolo di Giovanna, formosa e furbacchiona, contesa da Renato Salvatori (Salvatore) e Maurizio Arena (Romolo) fu consegnata alla storia del cinema italiano. Da lì verranno Belle ma povere, ancora con Risi, Marisa la civetta di Bolognini, Susanna tutta panna di Steno, Arrivederci Roma di Roy Rowland, Venezia la luna e tu (sempre Risi), infine Camping di Zeffirelli e Carmela è una bambola di Gianni Puccini. Lasciò i set alla fine degli anni 50, proprio quando il successo avrebbe potuto aprirle le porte di una carriera ancora più luminosa.

Con Alberto Sordi in "Venezia, la luna e tu"

Marisa Allasio entrò nel cuore degli italiani con quella femminilità nuova, specchio del Boom: elegante, moderna ma ancora legata ai valori di un paese in rapida mutazione. E nel 1958, si diceva, scelse una strada diversa: a soli 22 anni sposò il conte Pierfrancesco Calvi di Bergolo, figlio della principessa Iolanda di Savoia, e lasciò definitivamente il cinema. Una decisione inattesa per una giovane interprete all'apice della popolarità, che trasformò la sua breve esperienza sul grande schermo in una esperienza destinata a durare nel tempo.