Il regista chiuderà in bellezza il 18 luglio il Tuscia Film Fest. «Se abbiamo riacquisito simpatia e rispettabilità nel mondo è stato grazie a una manciata di autori che hanno raccontato un’Italia dolente, buffa, umana. Poi gli italiani ne hanno beneficiato non meritandoselo: in virtù di una minoranza di geni siamo, nel mondo, accettabili»Ferie d’agosto compie trent’anni: il più bel film italiano del 1996, stando ai David di Donatello. Sarà difficile non ricordarlo quando Paolo Virzì chiuderà in bellezza, il 18 luglio, il Tuscia Film Fest: premio, proiezione del suo ultimo Cinque secondi, tutto il pacchetto. Parafrasando una vecchia battuta di Francesco Guccini, in Italia abbiamo più festival estivi di cinema degli ay! di Cuccurucucù Paloma. Non tutti però sono accolti in un posto speciale come il Sacro Bosco di Bomarzo, filmato Teresa MarchesiCritica cinematografica e regista. Ha seguito per 27 anni come inviata speciale i grandi eventi di cinema e musica per il Tg3 Rai. Come regista ha diretto due documentari, Effedià - Sulla mia cattiva strada, su Fabrizio De André, presentato al Festival del Cinema di Roma e al Lincoln Center di New York, premiato con un Nastro d'Argento speciale, e Pivano Blues, su Fernanda Pivano. presentato in selezione ufficiale alla Mostra di Venezia e premiato come miglior film dalla Giuria del Biografilm Festival.
Paolo Virzì: «Devo solo fare pace con le serie tv. Oggi i sovranisti sono poco allegri, cosa direbbe zia Marisa di Vannacci?»
Il regista chiuderà in bellezza il 18 luglio il Tuscia Film Fest. «Se abbiamo riacquisito simpatia e rispettabilità nel mondo è stato grazie a una manciata di autori che hanno raccontato un’Italia dolente, buffa, umana. Poi gli italiani ne hanno beneficiato non meritandoselo: in virtù di una minoranza di geni siamo, nel mondo, accettabili»








