Il compito dell’arte non è ricalcare necessariamente l’epoca in cui viene prodotta - anche se spesso succede - ma vincere il tempo e parlare alle generazioni future. Un artista che è riuscito a superare il tempo è Vittorio De Sica, regista di Ladri di biciclette, Umberto D, La Ciociara, Miracolo a Milano - per citare qualche sua opera. Ancora oggi uno dei massimi punti di riferimento per cineasti italiani e non solo, da Francis Ford Coppola a Wes Anderson, De Sica ha rivoluzionato il linguaggio cinematografico e trasformato quella che si pensava essere la noiosa vita quotidiana in poesia, senza, però, perdere il contatto con la realtà.

Il 22-23-24 giugno, esce in sala il documentario Vittorio De Sica – La vita in scena diretto da Francesco Zippel. Il film ripercorre la vita di Vittorio De Sica, senza tralasciare le sue opere e l’ereditarietà contemporanea, grazie ai numerosi materiali inediti d’archivio, le testimonianze dei famigliari e gli interventi di registi e artisti internazionali.

Quello che emerge prepotentemente dal documentario è la figura di uomo che ha saputo trasformare l’esperienza umana in immagini. Qui non si santifica il regista o l’attore, De Sica non viene presentato come una statua da museo da ammirare, ma una presenza viva, a volte contraddittoria, complessa e soprattutto umana.