Il docufilm di Francesco Zippel, omaggio al grande regista, è l'unico lungometraggio italiano selezionato

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da CannesÈ l'unico lungometraggio italiano selezionato a questa 79a edizione del Festival di Cannes. Presentato ieri nella sezione Cannes Classics, Vittorio De Sica - La vita in scena (nella foto) è diretto da Francesco Zippel che ha costruito un nuovo sguardo su uno dei più nostri grandi registi e interpreti affidandosi alle testimonianze di cineasti internazionali come Wes Anderson (anche produttore esecutivo del documentario), Ruben Östlund, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Francis Ford Coppola, Carlo Verdone, Asghar Farhadi, Andrej Zvjagincev ma anche Isabella Rossellini, Nicola Piovani, Dominique Sanda fino al figlio Christian e ai nipoti Andrea, Brando, Maria Teresa ed Eleonora. "È bellissimo essere a Cannes, il senso di questi lavori che realizzo va proprio nel restituire la giusta vetrina a questi personaggi enormi, come ho fatto con Sergio Leone e con Gian Maria Volontè", dice il regista che ha prodotto il film con Federica Paniccia e la loro Quoiat Films insieme a Luce Cinecittà, Movimenti Production e Sky (dove approderà dopo l'uscita cinema).Vittorio De Sica - La vita in scena, prossimamente nelle sale con Fandango Distribuzione, mette appunto in scena la grandezza del regista di Ladri di biciclette e Sciuscià, anche se scopriamo che il film a cui era più legato era Umberto D., attraverso le parole di registi che ne analizzano con grande lucidità critica alcuni aspetti, come i Dardenne il ruolo del bambino in Ladri di biciclette su cui sofferma anche, nella scena al banco dei pegni, Ruben Östlund. Poi, oltre all'apporto di una curatissima ricerca di immagini di archivio, spesso inedite, di De Sica, c'è anche quello di due critici come il francese Jean A. Gili, e il nostro Gian Luca Farinelli che accosta il primo cinema di De Sica a quello di Charlie Chaplin.