CANNES – È il giorno di Pedro Almodóvar che oggi presenta il suo nuovo film, Amarga navidad, in concorso e subito nelle sale italiane, il 21 maggio.
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Il nuovo film del regista spagnolo segue le lotte di una donna che viene abbandonata dal suo partner durante il periodo più gioioso, il Natale. Raúl è un regista di culto nel bel mezzo di una crisi creativa. Quando una tragedia colpisce uno dei suoi più stretti collaboratori, ne trae ispirazione per scrivere il suo prossimo film. Poco a poco, immagina Elsa, una regista impegnata nella stesura di una sceneggiatura, il cui percorso inizia a rispecchiare il suo. I due registi diventano due facce della stessa medaglia, in un gioco di specchi in cui la cruda onestà dell'autofiction rivela tanto quanto distrugge. Ma fino a che punto ci si può spingere per raccontare una storia?
Oggi è anche il ritorno del regista russo Andrey Zvyagintsev, premiato dodici anni fa con Leviathan, che al festival porta Minotaur considerato un seguito del film del 2014. Che era un discorso sulle prepotenze della politica russa. Definito una favola politica ambientata nella Russia del 2022, Minotaur ha per protagonista Gleb, affermato dirigente d'azienda, che si ritrova sotto assedio a causa delle crescenti pressioni aziendali e di un mondo sempre più instabile, il crollo della sua vita, meticolosamente ordinata, precipita verso la violenza.













