Marisa Allasio compie 90 anni il 14 luglio. In soli cinque anni di cinema, la bionda torinese trasformò Giovanna di Poveri ma belli nella Venere del boom economico: procace ma mai fatale, civetta con il freno a mano della morale. Poi arrivarono Belle ma povere, Marisa la civetta, il Sanremo 1957 e Venezia, la luna e tu con Alberto Sordi e Nino Manfredi. A ventidue anni sposò il conte Pierfrancesco Calvi di Bergolo e lasciò le scene. Il suo ultimo ruolo fu modernissimo: sottrarsi allo spettacolo e diventare un mito

Il cinema è l’unico luogo dove novant’anni possono durarne venti.

Sicché il 14 luglio 2026 Marisa Allasio spegne novanta candeline, ma sullo schermo continua a camminare lungo il Tevere con il passo di chi sa perfettamente di essere guardata. E poco importa che siano trascorsi sette decenni. Giovanna di Poveri ma belli abita una stagione perpetua, un’estate romana in cui le canottiere erano bianche, i desideri impuri e le ragazze dovevano rincasare prima che il piacere diventasse peccato.

L’anagrafe dice 1936. Il cinema, noto falsario, continua a rispondere 1957.

Marisa Allasio compie 90 anni, ma Giovanna ne ha ancora venti