Ventitré anni fa una ondata di caldo allora si eccezionale causò milioni di morti e portò molti sindaci di città metropolitane a ideare i primi Piani caldo in soccorso della popolazione più anziana. Oggi le iniziative si estendono e riguardano anche chi è meno abbiente e non può fuggire dalle città infuocate né avere una casa climatizzata
“Caldo e solitudine. Nelle città muoiono gli anziani”. È uno dei titoli che nell’estate 2003 – 23 anni fa – apriva le pagine dei quotidiani nazionali. Durante quella che fu definita una ”eccezionale ondata di calore” dell'agosto 2003, la sola Milano registrò 1.154 decessi totali, con un incremento di oltre 440 morti rispetto alla media. Ma le temperature “estreme” causarono migliaia di vittime, colpendo soprattutto le persone con più di 65 anni e acuendo i problemi legati alla solitudine. In quell’agosto l'Italia e gran parte dell'Europa, colpite da una prolungata ondata di caldo - le temperature rimasero “eccezionalmente” alte per settimane, con massime che superarono spesso i 40 °C in diverse città – furono costrette a inventarsi i "Piani Caldo": con servizi di sorveglianza attiva, numeri verdi dedicati per consegne a domicilio e monitoraggio costante tramite visite e chiamate. Quegli aggettivi, estreme, eccezionali, oggi ci fanno sorridere. Ci sono città (inclusa la mia, Cremona) dove la colonnina di mercurio non è impazzita quando segna i 41 gradi (ai primi di luglio). L’eccezionale è diventato ordinario. In Italia, l'estate 2025, ha fatto registrare circa 4.500 decessi correlati ai caldo (lo studio è del Grantham Institute dell'Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine). Ma sebbene gli anziani siano la fascia più vulnerabile, la buona notizia è che i dati ufficiali del nostro ministero della Salute hanno indicato un calo generale della mortalità in questa fascia di popolazione del 4% rispetto agli anni precedenti. Proprio grazie alle misure di prevenzione.Dunque, qualcosa si è fatto e si può ancora fare per tutelare non più solo gli anziani ma i tanti che vivono in condizioni economiche svantaggiate e forse non hanno un impianto di condizionamento o non possono permettersi di tenerlo in funzione, perché il caro bollette è pronto ad abbattersi come una scure, sia d’inverno sia d’estate. Per questo, nel panorama delle tante misure che le diverse città stanno adottando per rendere l’estate meno ostile a chi è costretto a trascorrerla in città ben vengano le proposte dell’Antoniano di Bologna che accompagna al mare e in piscina chi non ha la possibilità di farlo da solo. A Palermo il Comune è arrivato a dotarsi di una ordinanza un vero e proprio manuale di comportamento durante le ondate di calore. Portarsi appresso una bottiglia d’acqua quando si esce di casa in sostanza non è più un piacere ma un dovere civico.Tutte le città sono diventate più responsabili. 'effetto "isola di calore". Da Milano e Firenze, che, per esempio, hanno creato una rete di rifugi climatici gratuiti, che vanno dalle grandi aree verdi, alle biblioteche climatizzate, dalle chiese ai musei. A Roma dove la Protezione Civile ha installato cannoni nebulizzatori e offre distribuzione d'acqua.















