Il dato che più colpisce arriva dall'ultimo rapporto di The Lancet Countdown on Health and Climate Change: a livello globale i decessi legati al caldo nelle persone con più di 65 anni sono aumentati del 167% rispetto alla media degli anni Novanta. Una crescita che la sola dinamica demografica, attraverso l'invecchiamento della popolazione, non basta a spiegare: senza il riscaldamento del pianeta l'incremento si sarebbe fermato al 65%.
La differenza, oltre cento punti percentuali, è il prezzo sanitario della crisi climatica. L'anno scorso è stato l'anno più caldo mai registrato, con una temperatura media superiore di 1,5°C ai livelli preindustriali: la soglia che l'Accordo di Parigi puntava a non oltrepassare.
Le vittime del caldo
In Italia, secondo i ricercatori, ogni abitante è stato esposto in media a 46 giorni di ondate di calore nel solo 2024; tra il 2012 e il 2021 si sono contati circa 7.400 decessi l'anno legati alle alte temperature, oltre il doppio rispetto agli anni Novanta. Il punto è che il caldo non colpisce in modo uniforme. Le vittime si concentrano nelle città, dove le superfici scure di asfalto e cemento assorbono la radiazione solare e la restituiscono fino a notte fonda, generando quelle "isole di calore urbano", che possono rendere alcuni quartieri diversi gradi più caldi delle campagne vicine.












