Il dato, in sé, è impressionante. Epidemiologi e climatologi hanno attribuito 16.500 dei 24.400 decessi causati dal caldo tra giugno e agosto al caldo eccessivo provocato dai gas serra. Lo dice uno studio dell'Imperial College di Londra e la London School of Hygiene & Tropical Medicine, ripreso dal Guardian, che ha analizzato i casi in 854 grandi città europee rilevando che due morti su tre, quest’estate, sono state causate al caldo nel corso di una stagione che si è palesata tra le più torride di sempre.

L'analisi si basa su metodi consolidati ma non è ancora stata sottoposta a revisione e il primo dato interessante che evidenzia è questo: le città europee analizzate dallo studio, quest’estate hanno rilevato un aumento della temperatura media di 2,2 °C. Ondate di calore ripetute nel corso del trimestre estivo che hanno accentuato il disagio climatico tanto «da incrementare notevolmente l’incidenza sul dato dei relativo ai decessi». Friederike Otto, climatologa dell'Imperial College di Londra e coautrice del rapporto, spiega «che il legame tra inquinamento, aumento delle temperature e mortalità è innegabile». Aggiungendo: «Se non avessimo continuato a bruciare combustibili fossili negli ultimi decenni, la maggior parte delle 24.400 persone stimate in Europa non sarebbe morta quest'estate».