Un anomalo anticiclone settembrino sta riportando il caldo sull'Italia, con punte di 34-35 gradi centigradi che dureranno fino al week end allungando così una delle estate più calde che solo in Europa - in 854 città - ha provocato da giugno ad agosto 16500 decessi. Con l'Italia che ottiene un triste primato conquistando i primi due posti del podio: nell'estate che si sta concludendo sono state 1.156 le morti a Milano a causa dell'impatto del cambiamento climatico sulle temperature, 835 a Roma, rispettivamente prima e seconda città europea più colpita. Ma nella top ten si aggiunge anche Napoli al quinto posto con 579 vittime e Torino a chiudere subito dopo le prime dieci posizioni con 230 morti per il caldo. Subito dopo Milano e Roma, ci sono Barcellona e Atene a dividersi il terzo posto con 630 vittime, a conferma del Mediterraneo hub dei cambiamenti climatici estremi.
L'impatto del cambiamento climatico nelle città europee
I cambiamenti climatici hanno avuto un ruolo fondamentale intensificando le temperature estive in tutta Europa e causando 16.500 decessi in più rispetto a un'estate non riscaldata dalle attività umane, secondo un'analisi dei ricercatori dell'Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine. In 854 città europee è stato rilevato che il cambiamento climatico sia stato responsabile del 68% dei decessi stimati per il caldo, vale a dire 16.500 morti, ben 4.597 morti per il caldo stimate in Italia, 2.841 in Spagna, 1.477 in Germania, , 1.444 in Francia, 1.147 nel Regno Unito, 1.064 in Romania, 808 in Grecia, 552 in Bulgaria e 268 in Croazia. Lo studio sottolinea come il caldo sia una minaccia crescente per il rapido invecchiamento della popolazione europea. Le persone di età superiore ai 65 anni rappresentano circa l'85% del totale dei decessi, con il 41% di età superiore agli 85 anni, a testimonianza di come il caldo sia particolarmente pericoloso per le persone con condizioni di salute preesistenti, come malattie cardiache e diabete. Si prevede che la percentuale di persone di età superiore agli 80 anni in Europa aumenterà dall'attuale 6% circa al 15% entro il 2100.








