Milano – “Le ondate di calore non sono soltanto una condizione di disagio: rappresentano un vero e proprio fattore di rischio per la salute pubblica, soprattutto per gli anziani, i fragili e le persone affette da patologie croniche cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o renali".
Lo afferma in una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, spiegando le conseguenze sulla salute dei cittadini di questa ondata di caldo record con livelli elevati di afa soprattutto al Nord destinata a durare ancora molti giorni.
"I dati europei del 2025 sono particolarmente significativi. Secondo le stime disponibili, oltre 16.000 decessi sono stati associati alle temperature estreme nell'Unione Europea e l'Italia è risultata il Paese maggiormente colpito, con più di 4.500 vittime - sottolinea . Milano è stata la città europea con il numero più elevato di decessi attribuibili al caldo, oltre 1.100 nell'intera stagione estiva; in uno degli episodi più intensi, si sono stimati più di 300 decessi in appena dieci giorni. Sono numeri che non devono essere letti in chiave emotiva, ma sanitaria".














