Acque ancora agitatissime in casa Bari. E il problema più grave, pensate un po’, non è nemmeno il fatto che, con il ritiro all’orizzonte, sul piano della costruzione della squadra si sia praticamente a zero. Nelle scorse ore sono scaduti i termini del comodato d’uso del «San Nicola», concesso all’azionista di riferimento del club biancorosso (la Filmauro di Aurelio De Laurentiis) per poter garantire la gestione dei concerti musicali in calendario già da un anno. Lo stadio non è più nella disponibilità della Ssc Bari che dovrebbe aver già liberato gli uffici, fino a data da destinarsi. Ci fosse, insomma, da presentare un nuoco acquisto bisognerebbe scegliere un’altra location. Cosa, tra l’altro, già accaduta per la conferenza stampa del nuovo direttore generale Pierpaolo Marino e dell’allenatore Massimo Rastelli, anche lui ai primi passi in biancorosso.

Ma non è tutto. Resta caldissima la questione della concessione del «San Nicola». L’inchiesta penale avviata dalla Procura della Repubblica di Bari, che chiede il fallimento della Ssc Bari ipotizzando il reato di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali, costituisce un ostacolo insormontabile in una trattativa del genere. Voci abbastanza ricorrenti ipotizzano un pronto intervento della Filmauro per «aggiustare» la delicata vicenda. Una via d’uscita potrebbe essere rappresentata dalla rinuncia ai crediti che il socio di maggioranza vanta nei confronti della società calcistica biancorossa. Una mossa che avrebbe il potere di alleggerire i conti del Bari e di consentire a Luigi De Laurentiis di riprendere il dialogo con il sindaco Vito Leccese. Cosa che, allo stato attuale delle cose, appare decisamente una pista impraticabile. Firmare una concessione pluriennale a un soggetto su cui pende una richiesta di fallimento sarebbe un azzardo. Anzi, molto più.