Il sindaco Vito Leccese alza le barricate e non arretra di un centimetro, ma il gelo nel dialogo con la Ssc Bari potrebbe produrre conseguenze gravi e probabilmente impensabili fino a pochi giorni fa. Dal bando per la concessione dello stadio San Nicola alla firma sulla lettera di disponibilità per l’utilizzo dell’impianto cittadino, tutto è in discussione e nulla al momento si appiana. Una chiusura che sta creando inevitabili tensioni anche all’interno del club biancorosso, al momento orientato a mantenere una linea non orientata alla rottura. Tuttavia, ogni scenario resta plausibile. Persino quelli più clamorosi.

Bando sotto osservazione Ecco la prima novità. Una gara virtualmente chiusa potrebbe presto aprirsi a nuovi scenari. I termini del bando per la concessione quinquennale dello stadio sono scaduti alle 9 dello scorso 18 maggio: l’unica società preponente è stata la Ssc Bari. Per la prima volta, nei requisiti della concessione è stato inserito un canone da corrispondere al Comune (proprietario della struttura progettata da Renzo Piano) sia per la gestione sportiva (110mila euro in B, 60mila in C, 633mila in A), sia per l’organizzazione di eventi accessori (come ad esempio i concerti: per ogni spettacolo la tariffa è di 60mila euro). Al momento, la proposta della società sportiva è al vaglio della commissione di gara che, peraltro, dovrebbe valutare con una procedura d’urgenza. La concessione attualmente in vigore (sempre detenuta dal Bari), peraltro, scadrà domenica. Ebbene, malgrado sembri da escludere una revoca del bando in autotutela (come richiesto dal alcune forze politiche), appare possibile l’apposizione di modifiche alla struttura del documento, con l’intento di rafforzare principalmente il carattere sportivo di un affidamento che, invece, potrebbe paradossalmente rivelarsi più lucrativo sull’organizzazione dei concerti. Plausibile, dunque, che per gli eventi accessori si chieda un contributo più alto. La commissione di gara valuterà questo e altri punti nelle prossime riunioni, già fissate per il 4, il 6 e l’8 giugno. Se emergessero sostanziali novità, è ipotizzabile che la bozza passi nuovamente al vaglio del consiglio comunale che lo scorso 26 marzo aveva già approvato all’unanimità il primo schema di affidamento. Facile, a quel punto, che la gara sia del tutto riaperta anche a nuovi competitor, sebbene una gestione più onerosa difficilmente attrarrebbe soggetti che già non si sono presentati alla prima chiamata. Ma ci sono altri aspetti da chiarire. Una rimodulazione della gara è ancora possibile? E, soprattutto, in caso di scontro totale con il club calcistico, l’amministrazione comunale come si ritroverebbe a gestire un impianto onerosissimo, qualora il bando andasse deserto? Buio anche sul futuro immediato.