Una prima lettera per provare ad avere risposte in tempi stretti, con toni decisi ma non fortissimi. Ora una seconda, senza dubbio più dura della prima: “Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città. Attendo il suo piano. A stretto giro”. A Bari sale la tensione tra il sindaco Vito Leccese e il presidente del Bari Calcio Luigi De Laurentiis. Dopo la retrocessione in Serie C del club pugliese – che ha toccato uno dei punti più bassi della propria storia – il sindaco ha chiesto chiarezza e un progetto serio al patron. Nella prima lettera c’era l’invito del primo cittadino a vendere la società, ritenuta dal presidente Luigi De Laurentiis “inusuale”, nella seconda invece l’introduzione dice già tutto.

“Presidente, mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale alterità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo. Questo, mi consenta, è inaccettabile“, si legge nella fase iniziale del messaggio di Leccese a De Laurentiis. “Come Lei sa bene, non Le scrivo da tifoso deluso per una retrocessione, ma nella mia duplice veste di rappresentante della comunità e di responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti d’Italia. La SSC Bari, come noto, è l’unica partecipante a una procedura che assegnerà lo stadio San Nicola per i prossimi 5 anni”, spiega il primo cittadino, spostando subito il focus sullo stadio.