Una condanna pesante e una vicenda giudiziaria che intreccia tifo organizzato, traffico internazionale di droga e presunti legami con ambienti della ‘ndrangheta. È questo il quadro emerso dall’inchiesta “Doppia curva”, che ha portato alla condanna di Luca Lucci, storico esponente della Curva Sud del Milan, ritenuto dagli inquirenti al centro di una rete criminale dedita al narcotraffico.

La giudice per l’udienza preliminare di Milano Giulia Masci, al termine del rito abbreviato, ha inflitto a Lucci una pena di 18 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di traffico internazionale di stupefacenti.

L’accusa: una rete per importare droga dal Marocco

Secondo quanto ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, Lucci avrebbe avuto un ruolo di vertice in un’organizzazione capace di gestire importanti carichi di droga durante il periodo della pandemia. Nelle motivazioni della sentenza viene contestata una presunta attività di coordinamento nelle importazioni di hashish e marijuana dal Marocco, con quantitativi che, secondo gli investigatori, avrebbero raggiunto circa 2 tonnellate di sostanza stupefacente tra luglio 2020 e marzo 2021.

L’organizzazione avrebbe inoltre generato un giro economico stimato in quasi 7 milioni di euro. Secondo l’accusa, Lucci avrebbe mantenuto rapporti con i fornitori esteri e seguito anche le successive fasi della distribuzione sul territorio italiano.