Era il processo che temeva di più. È così, è stato. Luca Lucci, leader della Curva Sud del Milano, è stato condannato a Milano a 18 anni e 8 mesi per essere il presunto capo di un gruppo di narcotrafficanti capace di importante chili e chili di droga. Principalmente dal Marocco.
Solo nel periodo tra il giugno 2020 e il febbraio/marzo 2021 - come ricostruito dall’inchiesta della Dda di Milano condotta dalla sezione Omicidi della Squadra mobile - avrebbe mosso 225 chilogrammi di marijuana, 3 mila chili di hashish, 53 chili di cocaina. La sostanza stupefacente arriva via terra in Lombardia dove Lucci la smerciava all’ingrosso ad altri pusher di medio livello. Al vertice del gruppo ci sarebbe stato anche Fatjon Gjonaj, 32enne albanese, estradato l’anno scorso dagli Emirati Arabi Uniti dopo essere sottratto alle catture eseguite nel dicembre del 2024.
Lucci, difeso dall’avvocato Jacopo Cappetta, sta già scontando una condanna non definitiva a 10 anni di reclusione per l’inchiesta Doppia Curva sugli affari illeciti e violenti all’interno del tifo organizzato di Milan e Inter. A processo, su richiesta dei pm antimafia Leonardo Lesti e Rosario Ferracane, erano finiti in 22. Sono stati tutti condannati in abbreviato dalla giudice Giulia Masci. Le pene richieste dalla pubblica accusa sono state lievemente ribassate anche se l’impianto accusatorio è stato confermato.









