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3 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 18:00
Arriva una nuova condanna per Luca Lucci, l’ex capo ultras della curva Sud milanista in carcere dal settembre di due anni fa nell’indagine che ha svelato l’esistenza di una doppia associazione a delinquere tra le curve di Inter e Milan per il controllo di tutti gli affari collegati al Meazza. Questa volta la gup Giulia Masci ha condannato Lucci, con rito abbreviato, a 18 anni e 8 mesi di carcere per essere stato al vertice di un gruppo di narcotrafficanti che, tra il giugno del 2020 e il marzo del 2021, avrebbe movimentato tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina. Il nome di Lucci – già condannato a 10 anni nel giugno scorso nel primo filone del processo agli ultras delle due squadre di Milano – era divenuto famoso al grande pubblico nel 2018 per la nota foto con stretta di mano in campo con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini durante la festa della curva. In quel momento Lucci era fresco di patteggiamento per spaccio di droga.
Secondo l’accusa, con il nickname “belvaitalia“, avrebbe diretto e organizzato, con il suo socio albanese, periodiche importazioni di marijuana e hashish dalla Spagna. Tonnellate di droga, prodotta anche sulle montagne del Marocco, e nascosta nei doppifondi di furgoni o tir che trasportavano bancali di frutta o altre merci in grado di “disturbare”‘ i cani antidroga durante i controlli e rivenduta sulla piazza di Milano e hinterland, con un giro di affari da capogiro. Ventitré in tutto gli imputati: la condanna più alta è stata quella per Lucci seguita dai 13 anni e 6 mesi per il suo più stretto sodale, Fatjon Gjonaj. Per gli altri pene fino a 3 anni di carcere.









