Il terremoto giudiziario che ha azzerato i vertici del tifo organizzato milanese si avvia verso una clamorosa svolta processuale. Luca Lucci, storico ed ormai ex leader della Curva Sud del Milan, ha ufficializzato la richiesta di concordato in appello, proponendo una pena concordata a 8 anni di reclusione. Si tratta di una vera e propria proposta di patteggiamento in secondo grado, che ha già incassato il benestare della Procura generale milanese per l’accusa principale: essere stato il promotore e il capo dell’associazione a delinquere finalizzata al controllo del racket e degli affari illeciti attorno allo stadio Meazza.

La pioggia di concordati e la rinuncia ai ricorsi

Lucci, che in primo grado era stato condannato a 10 anni di reclusione con rito abbreviato, non è l’unico ad aver scelto la via dell’accordo in questa prima udienza davanti alla terza sezione della Corte d’Appello di Milano. La strada dei concordati è stata infatti intrapresa da altri sette imputati coinvolti nel filone principale della maxi inchiesta “Doppia Curva”, condotta dalla Dda, dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza.Tra le richieste spiccano quella di Alessandro Sticco a 3 anni e 10 mesi e quella di Islam Hagag a 2 anni e 10 mesi. Chi invece ha scelto di non percorrere questa via è Giuseppe Caminiti, figura chiave che gli inquirenti indicano come l’anello di congiunzione diretta con i vertici della ‘ndrangheta calabrese.