Il pareggio elettorale non è una condanna, non è una prospettiva immanente e imprescindibile. Quindi, non ci sono numeri, non ci sono dati a sostegno dell’argomento “pareggio”, ma sembra che debba essere il destino elettorale dell’ItaliaLe cavolate rimangono tali anche se reiterate. È il caso della ricorrente frase “le elezioni saranno un pareggio”. Praticamente una profezia che dovrebbe autoavverarsi, utilizzata quale sostegno allo scenario del tutto fittizio di un “testa a testa” tra centrodestra e centrosinistra alle prossime politiche. Per quanto sgangherato, il ragionamento, o presunto tale, è funzionale a sostenere la modifica della legge elettorale nella componente del premio di maggioranza. Una sconcezza voluta dal trioGianluca PassarellipolitologoProfessore in Scienza politica e Politica comparata presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza. È autore, tra l’altro, di: Eleggere il presidente. Gli Stati Uniti da Roosevelt a oggi (2024); Stati Uniti d'Europa (2024); Il Presidente della Repubblica in Italia (2022); La Lega di Salvini. Estrema destra di governo (2018). È curatore della collana Presidential Politics (Palgrave).
Si fa presto a dire pareggio elettorale: è solo uno spauracchio
Il pareggio elettorale non è una condanna, non è una prospettiva immanente e imprescindibile. Quindi, non ci sono numeri, non ci sono dati a sostegno dell’argomento “pareggio”, ma sembra che debba essere il destino elettorale dell’Italia













