Dormire circa 80 minuti in meno a notte causa un aumento di peso. Lo rivela uno studio del Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine. La ricerca dimostra che anche una lieve e comune privazione del sonno ha effetti misurabili sulla salute, aumentando il rischio di contrarre nel tempo malattie croniche come il diabete di tipo 2 e patologie cardiache. Riducendo il sonno di circa 80 minuti per sei settimane, i partecipanti hanno registrato un guadagno medio di mezzo chilo.
Lo studio Secondo il primo autore Faris Zuraikat, questo dato accumulato su base annuale comporterebbe un aumento di peso clinicamente significativo. La riduzione delle ore di riposo ha mostrato un impatto diretto anche sulla spesa energetica, portando i soggetti a muoversi meno durante il giorno. Nonostante i partecipanti rimanessero svegli più a lungo, il tempo trascorso in condizioni di inattività è aumentato in media di 17 minuti al giorno. Questo incremento è risultato ancora più evidente negli uomini e nelle donne in postmenopausa, i quali hanno registrato quasi 30 minuti di sedentarietà giornaliera in più, un fattore che eleva ulteriormente il rischio cardiovascolare. Diabete e problemi cardiaci I dati clinici emersi collegano la restrizione del sonno a danni biologici più profondi rispetto al solo accumulo di grasso. Analisi collegate sullo stesso campione indicano che le donne con un rischio cardiometabolico preesistente hanno sviluppato una maggiore insulino-resistenza, l'anticamera del diabete di tipo 2. Inoltre, nei soggetti predisposti a problemi cardiaci, si è osservato un aumento delle cellule infiammatorie nel cuore. La responsabile dello studio Marie-Pierre St-Onge conclude che l'approccio tradizionale basato solo su dieta ed esercizio è semplicistico, poiché una corretta igiene del sonno è fondamentale per contrastare l'obesità.









