Per diciassette giorni Spoleto ha rimesso al centro la sua vocazione di città della cultura. Con la sessantanovesima edizione del Festival dei Due Mondi, la prima firmata dal direttore artistico Daniele Cipriani, la storica città umbra ha ritrovato il ritmo delle grandi occasioni. Le cifre sono un buon termometro: 35mila biglietti emessi da 44 Paesi, quasi 1,1 milioni di euro di incasso, il risultato economico più alto di sempre. Nel mezzo, una programmazione più ampia e stratificata che ha mescolato classico e contemporaneo, sinfonico e pop, prosa e danza, arti digitali e momenti di comunità, riportando in strada quel clima di partecipazione che il Festival ha nel Dna: strade animate fino a tarda sera, piazze vive, artisti mescolati al pubblico, il teatro che esce dai teatri e diventa esperienza collettiva dell’intera città. E persino i commercianti spoletini, di solito adusi al mugugno, quest’anno non hanno avuto che parole di soddisfazione.
“Dirigere per la prima volta il Festival immaginato, creato e amato da Gian Carlo Menotti è stato un grande onore e una grandissima responsabilità” ha dichiarato Cipriani nel corso della conferenza stampa di chiusura. “Ho voluto al mio fianco due consulenti d’eccezione, Beatrice Rana e Leo Muscato. Mi sono messo al servizio del Festival, ascoltandone la storia, ritrovandone le radici e, da quelle radici, facendo nascere nuovi germogli e nuove prospettive. Il vero valore aggiunto non è solo il successo dei singoli eventi, ma la capacità di trasformare una città in una comunità unita dall’arte. L’appuntamento per la 70ª edizione sarà dal 25 giugno all’11 luglio 2027: dopo ‘Radici’, il tema sarà ‘Visioni’, perché le radici hanno senso solo se continuano a generare futuro”.











