HomeUmbriaCronacaDue Mondi, gran finale a Spoleto. Noseda dirige il Concerto in PiazzaStasera alle 19.30 il Festival si chiude con la Filarmonica Teatro Regio Torino tra Menotti, Bernstein e Dvořákconcerto finale del Festival dei Due Mondi segna il debutto a Spoleto del maestro Gianandrea Noseda con la Filarmonica Teatro Regio TorinoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl Festival dei Due Mondi si chiude stasera con il tradizionale concerto finale in Piazza Duomo, affidato alla bacchetta di Gianandrea Noseda, maestro indiscusso del panorama internazionale, che con la Filarmonica Teatro Regio Torino farà delle note di Menotti, Bernstein e Dvořák i pentagrammi di un ponte capace di omaggiare la cultura europea e quella americana, nel 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. L’appuntamento è alle 19.30 e segna il debutto a Spoleto di Noseda e della Filarmonica Teatro Regio Torino. "Un punto di convergenza naturale, incontro atteso e dovuto" commenta il Festival.

Tra i direttori più richiesti al mondo, definito ‘’artista dei due mondi’’ nel senso più autentico del termine, Noseda sa unire culture e tradizioni musicali grazie alla sua carriera internazionale, che lo vede protagonista in Europa e negli Stati Uniti. Per la doppia appartenenza culturale e la capacità di muoversi tra tradizioni e pubblici diversi, incarna lo spirito cosmopolita del Festival. Il suo legame con la Filarmonica Teatro Regio Torino è lungo e profondo, costruito in oltre dieci anni di direzione musicale, dal 2007 al 2018, e non si è interrotto dopo il termine del mandato. Quanto al programma della serata, racconta proprio l’idea di attraversamento tra mondi, in un omaggio al 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, con l’Ouverture da “Amelia al ballo“ di Gian Carlo Menotti (omaggio al fondatore del Festival e ponte tra il mondo europeo e quello statunitense), le Danze sinfoniche da ’West Side Story’ di Leonard Bernstein e la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák.