Anche il Festival dei Due Mondi arriva al gran finale con una 69esima edizione, la prima guidata dal nuovo direttore artistico Daniele Cipriani, che segna il record assoluto di incasso, di di proposta culturale e di emozioni e apre la strada all’edizione 2027, quella del settantesimo anniversario. Ed è proprio Cipriani, che ieri – prima del Concerto finale in Piazza Duomo, a cui era presente anche il ministro Alessandro Giuli – ha tracciato il consuntivo di una manifestazione che per 17 giorni ha trasformato Spoleto nel cuore pulsante della scena artistica internazionale. Tra debutti, produzioni d’avanguardia e maestri consacrati, "ha ritrovato la propria energia più autentica, raccogliendo la preziosa eredità di Gian Carlo Menotti per rilanciarla in un nuovo slancio internazionale, aperto al dialogo tra musica, opera, prosa danza, teatro e arti visive" – ha sottolineato, ricordando le strade piene fino a tarda sera, le piazze vive, gli artisti mescolati alla gente, il teatro che esce dai teatri e diventa esperienza collettiva della città intera.
"Dirigere per la prima volta il Festival immaginato, creato e amato da Gian Carlo Menotti – ha detto Cipriani – è stato un grande onore, ma anche una grandissima responsabilità. Ho voluto al mio fianco due consulenti d’eccezione come Beatrice Rana e Leo Muscato. Ho lavorato per mettermi al servizio del Festival, ascoltarne la storia, ritrovare le sue radici e, da quelle radici, far nascere nuovi germogli e nuove prospettive. Il vero valore aggiunto non sta solamente nel successo dei singoli eventi, ma nella capacità di trasformare una città in una comunità unita dall’arte". Il futuro, allora: "L’appuntamento per la 70esima edizione sarà dal 25 giugno all’11 luglio 2027: dopo “Radici“, il tema sarà ’Visioni’. Perché le radici hanno senso solo se continuano a generare futuro".











