Spesso non ci si rende conto che dietro alla spossatezza e alla mancanza di entusiasmo, c'è soprattutto un esaurimento a livello emotivo e che può avere radici molto lontane
C’è stanchezza e stanchezza, non è sempre uguale. Esiste infatti quella fisica, quella mentale, persino quella psicologica e soprattutto la stanchezza emotiva che si verifica quando il carico di emozioni è eccessivo. Solitamente si può accompagnare alla cosiddetta compassion fatigue, ovvero la stanchezza da compassione, che colpisce soprattutto chi lavora nell’ambito sanitario e di assistenza sociale ma anche chi è stato sottoposto per lungo tempo a un prolungato stress, a richieste emotive intense o a situazione costantemente sotto pressione.
Stanchezza emotiva, l’impoverimento delle risorse emotive e cognitive
Decisamente poco conosciuta, e anzi spesso sottovalutata, la stancehzza emotiva è invece una forma di affaticamento sempre più diffusa. E che può presentare delle serie conseguenze perché può compromettere non solo il benessere psicologico ma anche il funzionamento emotivo, cognitivo e fisico.
«Dal punto di vista psicologico, rappresenta il segnale che il nostro sistema emotivo sta chiedendo una pausa: le risorse disponibili non sono più sufficienti per far fronte alle richieste dell’ambiente. La stanchezza emotiva può manifestarsi in modi diversi da persona a persona, ma esistono alcuni segnali che ricorrono con particolare frequenza. Sul piano emotivo è comune sperimentare un senso di svuotamento e una costante mancanza di energie, accompagnati da irritabilità o nervosismo anche di fronte a situazioni di lieve entità. Può diventare difficile provare entusiasmo o piacere per attività che un tempo risultavano gratificanti, mentre la sensazione di essere sopraffatti dagli eventi tende a farsi sempre più presente. Non è raro, inoltre, sentirsi più vulnerabili dal punto di vista emotivo, con una maggiore predisposizione al pianto o all’ansia» spiega la dottoressa Elena Isola, Psicoterapeuta-Sessuologa Clinica-Supervisore e Facilitator EMDR e collaboratrice del CRSP Centro ricerche studi in Psicotraumatologia di Milano.










