Aumenta la frequenza cardiaca. Si rilasciano le catecolamine, come l’adrenalina. Sale la pressione. Cambia il profilo dei marcatori dell’infiammazione che accrescono i loro effetti. Si modificano le reazioni immunitarie. Dietro la sindrome del crepacuore, tipica di un lutto intenso, possono esserci tutte queste risposte allo stress acuto. Così, seppur se con peso ed impatto diverso da persona a persona, in chi è particolarmente vulnerabile magari per età o presenza di patologie cardiovascolari, cresce e di molto il rischio di ischemie cardiache. Ed è in queste fasi che si possono presentare i segni e i problemi tipici dell’infarto, come dolore al petto e respiro affannoso. Solo che in certi casi, analizzando le arterie coronariche, ci si accorge che i vasi che portano sangue al cuore sono perfettamente sgombri da coaguli che le ostruiscono. E’ questa la situazione che si può creare in caso di sindrome del cuore spezzato o di Takotsubo, condizione spesso scatenata da stress estremo, che colpisce soprattutto le donne. Prima e dopo un evento di questo tipo, peraltro, ansia e stress la fanno da padroni. E vanno affrontati, pur se non ci sono linee guida per il trattamento del supporto psicologico. Cosa fare? Una risposta viene da una ricerca svedese apparsa sul Journal of American Heart Association, che mostra come la terapia cognitivo-comportamentale online possa aiutare i pazienti a gestire le proprie emozioni in modo più efficace.
Crepacuore, donna a rischio: cos’è e come si manifesta la sindrome di Takotsubo
Il quadro è tipico del genere femminile. La terapia cognitivo-comportamentale online può aiutare a migliorare la gestione delle emozioni e il controllo dei sin…







