I numeri parlano chiaro. Ed anche se si tratta di stime, mettono in luce una situazione da correggere. Dal 33 al 50% di quanti hanno superato un infarto vanno ad incontrare ansia, depressione, stress e non solo. Siamo di fronte ad una serie di condizioni che possono pesare molto sulla salute, e non solo psicologica. Pensate che chi presenta una condizione di disagio legata all’ischemia cardiaca fino ad un anno dopo un evento acuto ha una probabilità 1,5 maggiore di un futuro evento cardiaco. Insomma: dopo un infarto non bisogna curare solo i postumi dell’ischemia sul cuore, con terapie su misura. Ma ci vuole attenzione (e tanta) anche al benessere psicologico. E soprattutto, occorre che gli specialisti si rendano conto del peso di questa condizione e mettano in atto, per quanto possibile, percorsi di riabilitazione mirata. Le ricerche dicono che gli interventi a supporto dei pazienti con disagio psicologico, come la terapia cognitivo-comportamentale, i farmaci e le strategie mente-corpo, come lo yoga e la meditazione, migliorano il benessere emotivo e riducono lo stress. Parte da questi punti la dichiarazione scientifica sull’importanza dello stato psicologico del paziente dopo una seria ischemia prodotta dagli esperti dell'American Heart Association, pubblicata su Circulation.