Volete curare bene il cuore? Pensate alla psiche. Chi ha problemi di ansia e depressione, infatti, rischia di più attacchi cardiaci ed ictus cerebrale. Ma non basta: in chi è cardiopatico, ricordate di tenere sotto controllo la salute mentale. E soprattutto sottoponete i pazienti a screening mirati per le condizioni psicologiche. Recita più o meno così la Dichiarazione di Consenso Clinico dell'ESC (Società Europea di Cardiologia) che mira a sensibilizzare sulla relazione multidirezionale tra salute mentale e malattie cardiovascolari: l'una aumenta il rischio dell'altra. E questo rapporto non va sottovalutato: i pazienti che soffrono di entrambe le condizioni, cardiologiche e psichiche, presentano una traiettoria di salute peggiore. Lo dicono le cifre. Nei Paesi membri dell'ESC (58 paesi tra cui l’Italia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo), le malattie cardiovascolare rappresentano la causa di morte più comune, con oltre tre milioni di decessi ogni anno, di cui oltre 1,6 milioni nelle donne e 1,5 milioni negli uomini. La depressione colpisce oltre 300 milioni di persone a livello globale e aumenta il rischio e la mortalità per patologie come infarto, ictus e scompenso cardiaco da due a tre volte. Infine, un paziente su tre con cardiovasculopatie soffre di depressione ed uno su due la sviluppa dopo eventi cardiaci gravi.