L'ipertensione arteriosa è ancora oggi il principale fattore di rischio prevenibile di mortalità prematura a livello mondiale. Secondo il "Global Burden of Disease Study" tale patologia sarebbe stata da sola responsabile, nel 2019, di quasi 11 milioni di morti. Si deve infatti pensare quanto importante è il ruolo dell'ipertensione nello sviluppo sia di patologie cardiache (scompenso cardiaco, infarto o aritmie quali la fibrillazione atriale) che di patologie cerebrali quali l'ictus o l'emorragia cerebrale.

Per non parlare del ruolo dell'ipertensione nell'insufficienza renale o nelle patologie di altri organi. Comprendere quindi l'impatto di questa malattia ed il suo andamento nel tempo a livello mondiale è fondamentale per qualsiasi programmazione di prevenzione o di trattamento. In uno degli ultimi numeri del Journal of American College of Cardiology, Samantha S. O'Connell del Department of Epidemiology ed altri colleghi della Tulane University di New Orleans (Louisiana-USA) hanno esaminato le variazioni globali in 20 anni nella prevalenza, consapevolezza e controllo dell'ipertensione arteriosa per regione economica a livello mondiale. La domanda fondamentale a cui dare risposta era: quanto sono ampie le disparità globali nella prevalenza e nel controllo dell'ipertensione dal 2000 al 2020?