In Italia è ipertesa la metà degli uomini e il 39% delle donne. Ben un terzo della popolazione, non sa di esserlo. E’ amaro il primo bilancio tracciato dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione del 17 maggio, dedicata a una malattia che colpisce circa 1 adulto su 3 a livello globale .

L’ipertensione arteriosa – la pressione elevata esercitata contro le pareti delle arterie - rappresenta una delle principali cause di morte prematura e disabilità nel mondo, aumentando significativamente il rischio di infarto, ictus, insufficienza renale, demenza e cecità. Il 17 maggio, istituita per migliorare la consapevolezza e contrastare questa condizione, che , ricorre la giornata mondiale contro l’ipertensione.

L’identikit della malattia

Si parla di pressione elevata quando misurazioni effettuate su entrambe le braccia, più volte consecutivamente e in giorni differenti, danno valori di pressione arteriosa superiori o uguali a 140 mmHg per la pressione sistolica (massima) e/o a 90 mmHg per la pressione diastolica (minima). In Italia, il Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) conduce periodicamente l’Italian Health Examination Survey (HES) – Progetto Cuore, l’indagine che prevede l’esame di campioni di popolazione generale di età compresa tra i 35 e i 74 anni per monitorare lo stato di salute della popolazione.