Non è una novità, ma i numeri restano una doccia fredda. L’obesità è un’autentica minaccia per il cuore: chi ne soffre ha un rischio di incorrere in eventi cardiovascolari gravi come infarti e ictus che può essere superiore fino all’85% rispetto alle persone normopeso. La conferma arriva da un nuovo studio del Ceis (Centre for economic and international studies) dell'Università di Tor Vergata, che disegna un quadro allarmante: tra il 2015 e il 2019 si calcolano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per eventi cardiovascolari avversi maggiori (Mace), con una spesa media annua di 2 miliardi di euro a carico del Servizio sanitario nazionale. Anche per questo, gli interventi sugli stili di vita e le nuove terapie farmacologiche potrebbero avere effetti importanti non solo sulla salute di milioni di italiani, ma anche in termini economici: la ricerca stima che l’impiego di terapie anti-obesità efficaci genererebbe un risparmio di 550 milioni di euro ogni due anni.

Dieta: eliminando i cibi ultra-processati si perde peso, senza fare (troppe) rinunce

16 Febbraio 2026

La ricerca

Lo studio, presentato a Roma nel corso dell’evento "Obesità e salute cardiovascolare", organizzato con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, si basa su dati real world dalle schede di dimissione ospedaliera pubblicate dal ministero della Salute. Il primo obiettivo era stimare l'incidenza degli eventi cardiovascolari maggiori: infarto non fatale, ictus non fatale e mortalità cardiovascolare.