Uno studio condotto su oltre 12 mila persone rivela che è possibile ridurre del 36% il rischio di primo infarto. Come? Abbassando sensibilmente il colesterolo Ldl. A rivelarlo è lo studio internazionale Vesalius-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026 di Rimini. Si tratta di una delle scoperte più rilevanti nel panorama della medicina moderna.

La ricerca, destinata a cambiare profondamente l'approccio alle malattie cardiovascolari, dimostra che intervenendo tempestivamente su pazienti ad alto rischio, anche in assenza di eventi clinici precedenti, è possibile salvare migliaia di vite. In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, con più di 220mila decessi ogni anno.

Lo studio Vesalius-CV ha seguito i pazienti - tutti soggetti a un rischio cardiovascolare elevato o molto elevato, ma senza una storia clinica di infarti o ictus - per oltre quattro anni. I risultati hanno provato che una riduzione significativa dl colesterolo Ldl, considerato uno dei fattori causali una delle cause dirette dell'aterosclerosi, si ottiene una diminuzione concreta degli eventi cardiovascolari maggiori come infarto e ictus.

INFARTO, LE CELLULE INGEGNERIZZATE: RIVOLUZIONE IN CARDIOLOGIA