di

Vera Martinella

Sottovalutata dai medici e tollerata con rassegnazione dai malati, la fatigue è una sorta di stanchezza infinita e molto altro. Ecco cosa si può fare

Una stanchezza infinita, uno stato di debolezza che non passa e che, anzi, finisce per avere conseguenze a livello psicologico. La fatigue è questo e molto altro. E' un problema fra i più frequenti e invalidanti per le persone con un tumore, soprattutto durante i trattamenti di chemioterapia e radioterapia. La provano praticamente tutti i pazienti, ma pochi la riconoscono e i medici troppo spesso la trascurano, non se ne occupano, con conseguenze pesantissime sulla quotidianità dei malati.

«Molti malati raccontano di avere difficoltà a compiere le normali attività giornaliere, a concentrarsi e a prestare attenzione, a parlare e a prendere decisioni o a ricordare le cose - sottolinea Francesco De Lorenzo, presidente della FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) -. Inoltre lamentano di non avere la forza di fare nulla, si sentono completamente svuotati di ogni energia, spesso soffrono di disturbi del sonno e di una certa fragilità dell’umore. Eppure i rimedi ci sono. Fino a pochi anni fa era impossibile definirne la gravità, oggi invece è identificata e misurata attraverso questionari convalidati a livello europeo. Bisogna che questo disturbo sia rilevato e trattato».