«Sono sempre stanco». «Al mattino quando mi sveglio sono già uno straccio. A sera sono morta». «Faccio fatica a fare tutto, e va sempre peggio». La stanchezza, la fatica di vivere, la difficoltà di svolgere bene i propri compiti è sempre più frequente, in uomini e donne. Punto chiave: mai "normalizzare" la stanchezza. Il deprimente «È normale, siamo tutti stanchi» va evitato come le peste, perché cronicizza il problema e le sue cause, e fa peggiorare patologie anche serie, se non diagnosticate in tempo.

Ecco alcune domande utili per inquadrare meglio questo disturbo insidioso, insieme al medico di fiducia: «Da quando si sente così stanca? O stanco? »; «Quali sono secondo lei i fattori che hanno provocato o peggiorato la sua stanchezza? »; «Che cosa la riduce? »; «Che farmaci sta usando? Come dorme? ».

Questo è un buon inizio di riflessione, per comprendere se vi siano anzitutto dei trigger biologici facilmente riconoscibili. Dopo una malattia, un incidente, un trauma, la convalescenza può essere più lunga e affaticata, se non ben accompagnata anche dal punto di vista medico. Più frequente è l'inizio insidioso, da cogliere con sollecita attenzione.

La carenza di sonno, per qualità e quantità, distrugge l'energia vitale, ed è oggi la causa più diffusa di stanchezza in ogni fascia di età. Nei giovani il suo trigger più potente è l'abuso di smartphone e social nelle ore notturne. Negli anziani, uomini e donne, sono le apnee notturne, legate a sovrappeso od obesità, il primo fattore di stanchezza cronica per la perdita della funzione riposante e rigenerante del sonno e dei sogni sui diversi dipartimenti del cervello.