Non riescono ad avere neanche un’ora libera al giorno da dedicare a sé stesse, perché si occupano della casa, dei figli e dei familiari più anziani.
È per questo che le donne, in Italia, sono sempre più stanche, con forti ricadute psicologiche. E intanto il lavoro viene messo sempre di più in secondo piano: a risentirne sono la carriera e lo stipendio. Non solo, rinunciano anche a curarsi perché per loro, appunto, il tempo non c’è mai.
A scattare questa allarmante fotografia della condizione della donna italiana è una ricerca della School of Gender Economics, la scuola di alta formazione di UnitelmaSapienza che si occupa delle tematiche relative al gender gap e all’empowerment femminile, dal titolo Determinanti strutturali e meccanismi di riproduzione delle diseguaglianze di genere. Carico di cura, segregazione orizzontale e vulnerabilità economica.
Lo studio, da cui emerge che il carico del lavoro di cura ancora oggi è tutto sulle spalle delle donne, è stato elaborato da Azzurra Rinaldi, economista e direttrice della School of Gender Economics, insieme alla ricercatrice Claudia Pitteo e a Dawid Dawidowicz dell’Università della Pomerania Occidentale, in Polonia. Un lavoro dettagliato che ha visto raccogliere 2.945 questionari, poi sottoposti a un processo di pulizia per eliminare le risposte incomplete, dati incoerenti o duplicati: il numero finale dei casi analizzati è di 2.456. Il questionario, che è stato compilato in forma anonima, comprende diverse sezioni dedicate alla situazione personale e familiare, alle modalità di lavoro, al grado di condivisione delle responsabilità domestiche e di cura e alle percezioni soggettive delle partecipanti rispetto alla stanchezza, al tempo a disposizione per sé e al carico mentale. Si parte dal fatto che i primi venti anni di carriera “sono cruciali per l'aumento dei salari, ma per molte donne coincidono con i periodi di congedo o riduzione dell'attività lavorativa”. Va da sé quindi che in termini di carriera le donne restano indietro tanto da uscire poi dal mondo del lavoro, secondo i dati Inps riportati nel report, con una pensione inferiore a quella degli uomini del 37%.






