La stanchezza primaverile per la Scienza non esiste. E quello che indichiamo con questa espressione, lamentandocene con amici e familiari, potrebbe essere solo un'allucinazione collettiva. Un'illusione di massa che affonda le sue radici nel detto "aprile dolce dormire".
È una notizia che priva anche di qualsiasi alibi i tanti che faticano a riprendersi dall'ora legale, perché stando ai risultati di uno studio condotto dal Center for Chronobiology dell'Università di Basilea, pubblicato su Journal of Sleep Research, la cosiddetta "stanchezza primaverile" non sembra peggiorare in prossimità dei giorni del cambio dell'ora. La doccia fredda arriva dalla ricerca condotta da Christine Blume e colleghi che hanno seguito 418 persone per un anno intero, monitorando i loro livelli di stanchezza, sonnolenza diurna e qualità del riposo attraverso dei questionari compilati ogni sei settimane. Un lavoro metodico e puntiglioso per arrivare a capire se è vero che la primavera ha il potere di spegnerci, di metterci a terra.
E i risultati parlano chiaro: da questa ampia ricognizione non è emersa alcuna differenza significativa tra stagioni, mesi o periodi dell'anno. Insomma, non è vero che siamo più stanchi in primavera, rispetto a qualsiasi altro momento. Eppure la sensazione di astenia primaverile resta. Perché?







