La primavera è una stagione in cui la maggior parte delle persone fatica a rendersi conto della reale portata di un’anomalia di caldo. Dopo l’inverno, anche comprensibilmente, c’è voglia di sole e tepore, mezze maniche e gelati, e ogni assaggio d’estate - anche se precoce, esagerato e sintomo di un preoccupante riscaldamento globale - viene accolto con favore dai più, come fosse una situazione normale e perfino dovuta. E così è andata questa settimana, con un vasto anticiclone che ha ricoperto mezza Europa, Italia inclusa, portando improvvisamente e con largo anticipo temperature straordinarie da fine maggio se non oltre.

Come più volte avvenuto nei mesi scorsi (ad esempio a fine febbraio) è stata la Francia a vivere la situazione più eccezionale, con le prime punte sopra i 30 °C e decine di nuovi record di temperatura sia massima diurna, sia minima notturna - più elevata, si intende - tra cui i 29,5 °C di massima raggiunti mercoledì 8 aprile a Vannes, in Bretagna, valore che per dare un’idea corrisponde a 15 °C sopra la media di inizio aprile… E sarebbe eccessivo perfino per un pomeriggio di luglio, quando la norma è 24 °C!

Cosa succede in Piemonte e Valle d’Aosta

Inoltre, fuori scala per il periodo i 32,5 °C di Santander, sulla solitamente fresca costa della Cantabria (Spagna atlantica), e rari pure i 26,5 °C registrati a Londra. Ma neppure sulla regione alpina e in generale al Nord Italia si è scherzato. In Pianura Padana a metà settimana si sono toccati diffusamente 24-27 °C, e mercoledì 8 aprile all’aeroporto di Aosta il termometro del Centro Funzionale Regionale è salito perfino a 28,2 °C. Malgrado non si sia trattato di primati storici sui singoli valori giornalieri, abbiamo comunque vissuto un evento molto raro per la stagione, considerandone in modo combinato intensità e durata.