Caldo e siccità, la morsa dell'afa sta aggredendo il Nordest e in Veneto viene dispersa il 42 per cento della risorsa idrica immessa in rete: in altre parole, per ogni veneto si contano giornalmente 154 litri di perdite d'acqua. Un impatto economico pari a 758 milioni di euro. La denuncia arriva dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Le cause delle perdite In linea di principio, la dispersione idrica è riconducibile a più fattori: alle rotture presenti nelle condotte, all’età avanzata degli impianti, ad aspetti amministrativi dovuti a errori di misurazione dei contatori e agli usi non autorizzati (allacci abusivi). Va altresì sottolineato che la presenza di fontanili nei centri urbani e nelle zone di montagna, può dar luogo a erogazioni considerevoli e di conseguenza a elevate perdite. Quasi certamente, l’elevato tasso di dispersione presente in particolare a Belluno risente di quest’ultima fattispecie. Caldo e siccità, fiumi in sofferenza a Nordest: arrivano le prime autobotti. Salvini: «In Veneto previsti interventi per 399 milioni»I dati regionali A livello regionale la situazione più critica si registra in Basilicata. In quest’area la dispersione d’acqua su quanto immesso in rete è pari al 65,5 per cento. Seguono l’Abruzzo con il 62,5, il Molise con il 53,9, la Sardegna con il 52,8 e la Sicilia con il 51,6. Il Veneto è all’undicesimo posto con un dato medio del 42,2 per cento. Per contro, la Lombardia con il 31,8 per cento, la Valle d’Aosta con il 29,8 e l’Emilia Romagna con il 29,7 sono le aree più virtuose del Paese. Le città con più “falle” sono Belluno, Venezia e Rovigo Nella nostra regione la situazione più critica si registra nel Comune di Belluno che, a fronte di 678 litri pro capite d’acqua giornalieri immessi nella rete, ne perde 435, vale a dire il 64,2 per cento. Fontanili e condutture vecchie e malfunzionanti sono le cause di questo risultato. Situazione critica anche nel Comune di Venezia che a fronte di 517 litri giornalieri per abitante immessa nella rete ne disperde 216 (41,7 per cento). Per il capoluogo lagunare il piano di interventi messo a punto da Veritas è consistente: oltre 121,5 milioni di euro di lavori negli ultimi 3 anni, finanziati per più della metà grazie a 66 milioni del Ministero dell'Ambiente, con l'obiettivo di rendere la rete "profondamente efficientata" entro la fine del 2026. A questi si aggiungono 76 milioni di euro destinati specificamente alla manutenzione delle reti e infrastrutture, con la messa in servizio della nuova centrale idrica al Tronchetto. A Rovigo la perdita d’acqua tocca il 37,4 per cento, mentre a Verona si attesta al 34,9 per cento. Se a Padova il tasso è del 30,6, le situazioni più virtuose riguardano i Comuni di Vicenza e Treviso che disperdono rispettivamente il 21 e il 18,4 per cento. Mancati incassi per 758 milioni di euro A fronte dei 3,8 miliardi di metri cubi di acqua persi in Italia nel 2022, l'Ufficio studi della CGIA è riuscito a stimare l'impatto economico di questa dispersione, utilizzando il prezzo medio per unità di misura calcolato a livello territoriale da Cittadinanza Attiva. A livello nazionale, il costo è stato pari a 9,8 miliardi di euro. Il Lazio è la regione con l'importo economico delle perdite più elevato, pari a 1,5 miliardi. Seguono Sicilia e Lombardia, entrambe con poco più di un miliardo. In Veneto, a fronte 312 milioni di metri cubi di acqua dispersa, si stima che l’impatto economico sia di 758 milioni di euro.