Lunga ondata di calore e temperature sopra la norma: il Veneto paga le conseguenze del grande caldo che ha afflitto il territorio regionale durante le due settimane torride, da metà giugno a inizio luglio, le temperature elevate nei mesi invernali e le poche precipitazioni in primavera. Una grave siccità ha portato il governatore della Regione Veneto, Alberto Stefani, a dichiarare lo stato di emergenza. L'ordinanza è stata firmata oggi, giovedì 2 luglio, a fronte dei dati che indicano un livello idrico critico nei corsi d'acqua veneti, in particolare nel territorio del Distretto del fiume Po, e del rischio di risalita del cuneo salino.

Poche precipitazioni La decisione è stata assunta alla luce della verificata presenza di deficit di precipitazioni in particolare a partire da marzo (meno 21%), peggiorato in aprile e ancora sotto media storica a maggio. Al 31 maggio 2026, l’intero anno idrologico ha presentato un deficit del meno 28%, pari a quasi 2,4 miliardi di metri cubi di acqua mancanti. La risorsa determinata dalla neve si è peraltro esaurita precocemente per le alte temperature di aprile e maggio e le portate dei maggiori fiumi veneti risultano sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche (Piave e Brenta meno 23%; Po meno 23%; Adige meno 21%). In sensibile discesa è anche il livello del Lago di Garda.I provvedimenti Nell’Ordinanza, Stefani individua anche alcune azioni necessarie a fronteggiare la situazione e prevede:- di raccomandare alle strutture regionali competenti (Direzione Difesa del Suolo e della Costa, Sos lavori e servizi tecnici, Direzione Acque, rifiuti e bonifiche, Direzione Programmazione e gestione ittica, bonifica e irrigazione, Genio civile di Verona, Genio civile di Vicenza, Genio civile di Padova, Genio civile di Venezia, Genio civile di Treviso, Genio civile di Belluno, Genio civile di Rovigo) di adottare una strategia per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche nel proprio territorio evitando tutti gli sprechi possibili e, con particolare riguardo al bacino del fiume Adige, di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e a garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani. - di raccomandare l’attuazione delle seguenti azioni:- ai Consorzi irrigui di tutto il Veneto di attivare presso i propri consorziati campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica, orientato al soddisfacimento dei reali fabbisogni irrigui delle colture anche tramite il ricorso di strumenti di consiglio irriguo per supportare le aziende agricole nella individuazione del preciso momento di intervento irriguo e nella valutazione del volume di adacquata; finalizzare l’attività di sensibilizzazione a rendere gli operatori agricoli consapevoli del possibile rischio di aggravamento dei problemi di carenza idrica nei periodi di più intensa attività irrigua (tradizionalmente nei mesi di luglio ed agosto), nel caso in cui, a fronte del graduale esaurirsi delle risorse accumulate nei serbatoi dell’area montana, non si verificassero significative precipitazioni meteoriche; attivarsi per la predisposizione dei «piani di siccità» costituenti misure del Piano di gestione delle acque, dandone sollecita comunicazione alla scrivente Regione dall’Osservatorio Permanente territorialmente competente;- ai Gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana di orientare la gestione degli invasi idroelettrici in modo da preservare, compatibilmente con le esigenze di produzione idroelettrica, l’accumulo di risorsa idrica, per consentire l’eventuale integrazione dei deflussi naturali che dovesse rendersi necessaria nel prosieguo della stagione irrigua, a fronte del perdurare delle condizioni siccitose; agevolare lo scambio di informazioni con i consorzi irrigui di pianura e con i gestori del servizio idrico integrato, relativamente alle portate complessivamente esitate a valle degli invasi già oggetto di pubblicazione da parte delle Regioni e delle Province autonome; sono in ogni caso fatti salvi gli obblighi di rilascio del deflusso minimo vitale ovvero del deflusso ecologico a valle dei paramenti;- agli Enti d’Ambito e ai gestori del Servizio idrico integrato di promuovere azioni di sensibilizzazione per la razionale gestione della risorsa idropotabile, rinviando possibilmente le operazioni di manutenzione delle reti e degli impianti che comportino lo sperpero di risorsa idrica, fatte salve le operazioni eventualmente necessarie per motivi di igiene pubblica; comunicare ai Comuni interessati l’attuale stato di carenza idrica, fornendo indicazioni sull’eventuale applicazione di misure di contingentamento e limitazione della risorsa idrica fornita dal servizio idrico integrato, con particolare riguardo ai seguenti usi: irrigazione e annaffiatura di orti, giardini, aree verdi e prati; lavaggio di aree cortilizie e piazzali; lavaggio privato di veicoli a motore; riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino; in generale per gli usi diversi da quello alimentare domestico e per l’igiene personale;- ad ANCI Veneto di comunicare ai Comuni del Veneto di attivare campagne di sensibilizzazione per l’uso accorto della risorsa idrica con particolare riguardo a quella derivante da auto-approvvigionamento da pozzo per uso domestico e verificare la possibilità di procedere alla temporanea sospensione dei prelievi da falde per gli usi non prioritari, con particolare riguardo all’utilizzo ornamentale senza specifico impiego (fontane a getto continuo);- alle strutture regionali competenti di avviare quanto prima, un Tavolo di lavoro al fine di aggiornare il censimento dei pozzi domestici e delle loro caratteristiche, anche allo scopo di verificare l’applicazione della disciplina prevista dal Piano di Tutela delle Acque. Al suddetto Tavolo saranno invitati a partecipare la Provincia di Belluno, gli Enti d’Ambito, i Gestori del Servizio idrico integrato, l’ANCI Veneto e tutte le strutture regionali interessate (Direzione Difesa del Suolo e della Costa, SOS lavori e servizi tecnici, Direzione Acque, rifiuti e bonifiche, Direzione Programmazione e gestione ittica, bonifica e irrigazione, Genio civile di Verona, Genio civile di Vicenza, Genio civile di Padova, Genio civile di Venezia, Genio civile di Treviso, Genio civile di Belluno, Genio civile di Rovigo);- all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po di richiedere una convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto idrografico del fiume Po al fine di rivalutare il grado di severità idrica attuale e le ulteriori misure da attuarsi per il contenimento della crisi idrica in parola.