VENETO - Una situazione analoga era successa nel maggio 2023 con Nicola Dell’Acqua: nominato Commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, di lì a poco aveva cominciato a piovere e di siccità non si era quasi più parlato. Ieri è toccato a Elisa Venturini, assessore al Clima della Regione Veneto, lanciare l’allarme chiedendo ai cittadini di non sprecare l’acqua e Giove Pluvio si è scatenato.
Coincidenze, il problema però esiste. In base all’ultimo rapporto di Arpav la situazione è preoccupante: “Nel mese di aprile 2026 sono caduti mediamente in Veneto circa 32 mm di precipitazione; la media del periodo 1991-2020 è di 94 mm. Gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono molto inferiori alla media (-66%) e sono stimabili in circa 582 milioni di metri cubi di acqua. Dal 1991 questo è il quarto mese di aprile meno piovoso dopo il 2007 (12 mm), il 2011 (20 mm) ed il 2020 (29 mm)”.
A livello di bacino idrografico, rispetto alla media 1991-2020, sono state riscontrate ovunque condizioni di elevato deficit pluviometrico: -78% sul Livenza, -74% sul Brenta e sul Sile, -73% sulla Pianura tra Livenza e Piave, -72% sull’Adige, -70% sul Po e sul Fissero-Tartaro-Canal Bianco, -67% sul Bacino Scolante, -63% sul Lemene, -52% sul Piave, -46% sul Tagliamento. Altro dato: le precipitazioni dell’anno idrologico 2025-26 (da ottobre ad aprile) stimate per il Veneto sono mediamente di circa 431 mm; la media del periodo 1991-2020 è di 613 mm. Gli apporti del periodo sono inferiori alla media (-30%) e sono stimabili in circa 7905 milioni di metri cubi di acqua.







