Può il paradiso diventare l’inferno? L’antica isola di Pandataria, oggi Ventotene, sembra rispondere affermativamente a questa disturbante domanda. Niente di più prossimo al paradiso, su questi due km quadrati in mezzo al mar Tirreno, di fronte alla costa laziale ma visibile fino a Napoli, nei giorni di luce e vento. Eppure niente di più vicino all’inferno per decine di disobbedienti, eretici, uomini e donne libere. Soprattutto donne. Soprattutto libere. *** Molti conoscono il destino di Ventotene, isola carcere, per i tanti confinati antifascisti che vi sono stati collocati dal regime tra il 1941 e il 1943. Sandro Pertini, recluso anche nel vicino carcere di Santo Stefano, e tutto il gruppo di fondatore dell’idea moderna di Europa: Alterio Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni. La futura classe dirigente della Repubblica democratica che nascerà dalla Costituzione: Umberto Terracini, Pietro Secchia, Luigi Longo. Qui nacque, proprio nei giorni del confino, il manifesto di Ventotene, il progetto per una Europa libera e unita, con il sogno della Federazione europea, sul modello degli Usa, unico argine alle guerre e approdo di salvezza per la civiltà occidentale. Una visione, tra paradiso e inferno. Ma l’idea di usare il mare come cancello e l’isola come prigione era nata molto, molto tempo prima. Tra mito e leggenda, Ventotene sembrava il luogo ideale della punizione per le donne ribelli.