Forse l’isola che ci ha colpito di più è stata Nauru. E’ l’esatto esempio di ciò che l’uomo è capace di fare al suo peggio. In questo caso, trasformare un paradiso terrestre in un inferno. L’isola è incastonata nel Pacifico, tra l’arcipelago delle Kiribati e quello delle Salomone. Minuscola repubblica indipendente, è stata lo Stato più ricco del pianeta: tutto gratuito, niente tasse, affitti irrisori. I suoi abitanti, insomma, potevano vivere praticamente di rendita. Grazie al guano, che gli uccelli marini avevano depositato sulle sue terre (il perimetro è di soli 18 km), fonte di ricchezza che si è stratificata nel tempo, finché non si è capito che quelli escrementi a contatto con le rocce di corallo dell’isola si trasformava in un fosfato purissimo, uno dei migliori fertilizzanti in circolazione.

Chi guarda nell’abisso…

Oggi, dopo un secolo e mezzo di Eldorado, gli abitanti sono diventati nullafacenti, l’attività di estrazione ha distrutto l’isola, il guano è finito, gli uccelli marini se ne sono andati, tutto quello che serve per alimentarsi deve essere importato perché non si può coltivare nulla, ciò che si mangia - cibi in scatola e simila - ha trasformato Nauru nella nazione più obesa al mondo. Un incubo, a conferma che l’uomo può dare il suo peggio sempre e comunque.