ROMA – Nel distretto di Cherson, le persone vivono in condizioni drammatiche. Tra carenza di cibo e di assistenza medica, sono intrappolate sulla linea del fronte senza poter fuggire, sia per gli attacchi con i droni che per le mine antiuomo, scrive Human Rights Watch (HRW). La situazione più grave si registra a Oleksy, sul fiume Dnepr. Situazioni simili si vivono a Hola Prystan’, Stara Zbura Ivka e Nova Zbura Ivka, sempre nel distretto di Cherson. Human Rights Watch ha intervistato sei persone fuggite da Oleksy tra ottobre 2025 e maggio 2026, quando la sicurezza nelle città suddette è peggiorata in modo netto, secondo la Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Solo quest’anno si contano 29 civili uccisi e 54 feriti tra Oleksy e Hola Prystan’.

Proteggere i più fragili. Prima della guerra Oleksy contava 24 mila abitanti, oggi, secondo il governo ucraino, ce ne sono duemila, tra cui duecento bambini e molti anziani. Una questione poco affrontata riguarda chi non può scappare: disabili, anziani, malati e feriti. Secondo HRW al momento né le autorità russe né le organizzazioni umanitarie internazionali gestiscono un sistema di evacuazione ad hoc per i più vulnerabili. Le testimonianze degli ex residenti di Oleksy descrivono il quasi totale collasso dei servizi pubblici. In città manca l’elettricità, il gas, i pochi residenti rimasti utilizzano stufe a legna che alimentano con gli alberi. Chi possedeva generatori diesel oggi deve affrontare i costi sempre più elevati del carburante. Le cose vanno un po’ meglio per chi aveva installato pannelli solari per pompare l'acqua e far funzionare i frigoriferi.