il reportageFrancesca ManciniSegui Domani su Google03 giugno 2026 • 07:00Aggiornato, 03 giugno 2026 • 07:23Nella “capitale dell’Ucraina sovietica” l’atmosfera cambia a seconda delle direzioni in cui si muovono i velivoli armati e i missili, la gente tiene gli occhi fissi sul cellulare. Borys: «Anche se la guerra finisse domani, per sminare il paese serviranno almeno 10 o 15 anni»Kharkiv – «Io sono qui!», grida fieramente un uomo dal nono piano di un palazzo annerito dai fumi delle esplosioni che svetta come una sentinella nel paesaggio desolato a nord di Saltivka, enorme quartiere dormitorio stile sovietico a 30 chilometri dal confine russo, dove il rumore dell’artiglieria fa da sottofondo agli allarmi antiaerei incessanti. È qui che bisogna venire per capire una delle città chiave dell’Ucraina contemporanea, la più grande dopo Kiev: Kharkiv, storicamente russofona, mulPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Francesca Mancini
Tra gli sminatori di Kharkiv: la città che vive scrutando i droni
Nella “capitale dell’Ucraina sovietica” l’atmosfera cambia a seconda delle direzioni in cui si muov ono i velivoli armati e i missili, la gente tiene gli occhi fissi sul cellulare. Borys: «Anche se la guerra finisse domani, per sminare il paese serviranno almeno 10 o 15 anni»
A 30 km dal confine russo, Kharkiv vive sotto allarme continuo di droni e missili; sminamento 10-15 anni. Per tech leader con operazioni Ucraina, il reportage evidenzia rischi geopolitici strutturali: resilience e geo-redundancy critici su timeline decennale.








