Ust-Chorna è un insediamento ucraino di mille e cinquecento anime sperduto tra le montagne dell'ovest, non lontano dal confine con la Romania: è uno dei luoghi più invidiati del Paese a quattro anni dall'inizio dell'invasione russa.

E non perché sia lontano dal fronte di battaglia, visto che il conflitto ha assunto dimensioni inedite con l'uso di missili e droni, l'arma quest'ultima protagonista assoluta di questa guerra.

A Ust-Chorna c'è un vero e proprio tesoro: l'elettricità, un bene divenuto raro in Ucraina. Qui, grazie a una piccola rete di centrali idroelettriche, i quattro villaggi della comunità nascosti in una valle boscosa sono immuni ai blackout causati dai massicci bombardamenti russi, che soprattutto nell'ultimo hanno preso di mira la rete energetica centralizzata ucraina, quasi distruggendola del tutto.

Per tutto l'inverno, Mosca ha costretto al freddo e al buio centinaia di migliaia di ucraini, fino nella capitale Kiev. Ma anche nei villaggi confinanti con Ust-Chorna: "Sì, sono tutti invidiosi di noi", ha ammesso il sindaco Petro Kostyak, che ora vuole attrarre maggiori investimenti per sfruttare le risorse naturali della valle, produrre energia green e venderla.

L'arte di arrangiarsi l'hanno dovuta imparare anche al fronte: in prima linea c'è Olena, una 26enne che fino al 2024 gestiva una discoteca a Praga. Un anno fa, in uno dei momenti forse più drammatici per il Paese segnato dalla costante avanzata di Mosca, è rientrata in patria, e ora combatte con i suoi commilitoni: "La mia precedente vita passata' era una continua corsa, arrivare in tempo, guadagnare, dimostrare. Ora, tutto è più semplice: ciò che conta è che i miei compagni d'armi siano vivi dopo gli attacchi nemici".