Il capo d’accusa attribuito a Sami Khemaies, il 39enne reo confesso del delitto della ex moglie Luigia Fortunato a Loreto, ha acceso importanti polemiche. Il sostituto procuratore Rosario Lionello gli contesta, infatti, l’omicidio volontario e non il femminicidio. Numerose associazioni antiviolenza si sono già espresse, ma in ultima battuta la ministra Eugenia Roccella, delegata alla Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, ha rotto il silenzio e ha spiegato che il reato di femminicidio riguarda “la ragione per la quale viene uccisa” una donna, e non il suo genere.

La spiegazione della ministra Eugenia Roccella

Le indagini sul delitto di Loreto

Il parere dell'avvocata della famiglia di Luigia Fortunato

La spiegazione della ministra Eugenia RoccellaCome anticipato, la ministra alla Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella è intervenuta sulle polemiche nate dopo il capo di accusa contestato dal sostituto procuratore Rosario Lionello a Sami Khemaies, il 39enne reo confesso del delitto di Luigia Fortunato.Roccella ricorda che “il reato di femminicidio non riguarda il genere di appartenenza della vittima, ma la ragione per la quale viene uccisa”.ANSAL'interno della palazzina dove si trova l'abitazione di Luigia Fortunato, uccisa a coltellate dall'ex marito Sami Khemaies, reo confessoAncora, Roccella sottolinea che in Italia esiste una legislazione che “ci pone all’avanguardia a livello mondiale”.Allo stesso tempo la ministra auspica che “di fronte a questa come ad altre donne uccise la magistratura applichi la massima accuratezza interpretativa“.Le indagini sul delitto di LoretoLunedì 13 luglio Sami Khemaies si presenterà di fronte al gip Carlo Cimini, del tribunale di Ancona, per l’interrogatorio di convalida dell’arresto. Il reo confesso parteciperà in videoconferenza dal carcere di Montacuto, dove attualmente è detenuto.