La Procura di Ancona contesta all’ex compagno di Luigia Fortunato, uccisa a coltellate dall’uomo, l’omicidio volontario e non il femminicidio. Fanpage.it ha intervistato il giudice Valerio de Gioia per spiegare la decisione: “Fino alla richiesta di rinvio a giudizio, il pm può cambiare il capo d’imputazione”.

Luigia Fortunato.

Luigia Fortunato, 39 anni, è stato uccisa a coltellate dall'ex compagno, Sami Khemaies, nella casa dove i due abitavano da separati (continuavano a stare sotto lo stesso tetto per il bene del figlio piccolo) a Loreto, in provincia di Ancona.

Giovedì sera, poco dopo che il bimbo era stato portato via dalla nonna, i due hanno avuto una lite. L'uomo ha colpito la 39enne, poi si è presentato in caserma per costituirsi. Il pubblico ministero Rosario Lionello ha disposto il fermo per omicidio volontario aggravato e non per femminicidio. Una scelta che ha scatenato indignazione e polemica. Il pm ha motivato così la decisione: "Ad oggi non ci sono gli elementi per contestazioni ulteriori, se dovessero emergerne di nuovi integreremo l’accusa. Dobbiamo ascoltare parenti, amici e le persone più vicine alla vittima". E ha aggiunto che dalle indagini non sarebbero emerse "precedenti denunce, segnalazioni o accessi al pronto soccorso".