La morte di Luigia Fortunato, la giovane mamma uccisa a coltellate dall’ex compagno a Loreto, vicino Ancona, non è un femminicidio. Per questo motivo al 39enne Sami Khemaies viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato dall’uso dell’arma. Secondo le prime valutazioni degli inquirenti, nella tragica fine della 33enne mancherebbero i caratteri tipici del femminicidio. La decisione ha scatenato le polemiche dei centri anti-violenza.

L'omicidio di Luigia Fortunato

La legge sul femminicidio

La protesta delle associazioni

L’omicidio di Luigia Fortunato“Ad oggi non ci sono gli elementi, se dovessero emergerne di nuovi integreremo l’accusa. Dobbiamo ascoltare parenti, amici e le persone più vicine alla vittima”, ha spiegato il pubblico ministero Rosario Lionello, secondo quanto riporta Open.In pratica non sarebbero emersi elementi tali da delineare un quadro di violenze di genere, prevaricazioni o discriminazione reiterata nei confronti della vittima. Da qui la scelta di escludere, almeno per il momento, l’accusa di femminicidio.© 2026 OpenMapTiles | © 2026 OpenStreetMap | © 2026 TomTom | © 2026 ESA, Copernicus Sentinel | © 2026 IODL 2.0 | TuttocittàLuigia Fortunato è stata assassinata a coltellate al culmine di un litigio fra le mura domestiche. Sami Khemaies e la vittima si erano lasciati da tempo. Insieme avevano un bimbo di 7 anni. L’uomo premeva per una riconciliazione, ma la donna non voleva saperne. Non si escludono poi contrasti in merito all’affidamento del figlio.La legge sul femminicidioLa legge sul femminicidio (legge del 2 dicembre 2025 n. 181) è in vigore dal 17 dicembre 2025, ed ha modificato il Codice Penale (articolo 577-bis).